Il Tartufo

di Molière, Libero adattamento di Mariano Burgada

(1978)

Jean-Baptiste Poquelin, detto Molière, recita le tragedie e le commedie di Corneille e molte farse tolte dal teatro italiano senza grande successo. Nel 1658  rappresenta al Louvre, alla presenza di Luigi XIV, una farsa di sua composizione, Il dottore innamorato. L'ottimo esito di questa rappresentazione gli aprì le porte al successo. Il Tartufo segna una delle più alte mete raggiunte da Molière nella commedia di carattere: è anzi la commedia che, più di ogni altra, ci presenta la figura del protagonista illuminata da bagliori di tragedia, animata da una malva­gità sinistra e potente. Il personaggio sale via via dalla levità della commedia a una grandiosità shakespeariana. Il suo sguardo velato da false lacrime diviene da ultimo vitreo e criminale, la sua voce melata si fa stridula e sulla scena appare improvvisamente il volto di una realtà che lo spettatore non si attende e di cui rimane sbigottito. "Ecco una commedia", scrive lo stesso Molière," su cui si è fatto molto chiasso e che è stata a lungo perseguitata. I marchesi, le preziose, i becchi e i medici hanno tollerato pazientemente di essere messi da me in commedia, e hanno fatto finta di divertirsi; ma gli ipocriti non hanno voluto accettare scherzi e sono andati subito fuor dei gangheri. Un delitto simile non me lo avrebbero mai potuto perdonare; e si son tutti levati contro la mia commedia con spa­ventevole furore ». In realtà, subito dopo la prima rappresentazione fu  proibita e solo nel 1669, grazie all'autorità di Luigi XIV, questo capolavoro poté iniziare, senza incontrare altri ostacoli, la serie trionfale delle sue rappre­sentazioni. Una regìa essenziale ha trovato in Dino Conturso un perfetto interprete della ipocrisia dell'uomo. Ben assortito il cast conparticolare evidenza Concetta De pasquale e Ciro Polverino.

 

 

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