Storie di donne

Raccolte da Goldoni, Ibsen, De Filippo da Angela Martinucci

(2005)

    La figura femminile, con i suoi risvolti nascosti e discreti, o con i suoi drammi accesi e fulminei, ha da sempre interessato gli artisti.

          Poi l’evoluzione socio-culturale, ha portato le donne ad essere non solo oggetto di indagine e di scrittura, ma soggetti attivi nel mondo e nella letteratura, capaci di creare con fantasia, di sondare nella propria interiorità il cammino individuale che esse hanno compiuto attraverso gli eventi esterni,di guardare e capire il mondo e le sue complesse dinamiche.Le donne hanno espresso una sensibilità e una forza sconosciute e sicuramente complementare alla visione maschile del mondo.

 

    

          Da quando Penelope fu assunta ad archetipo femminile, la donna è stata presentata come madre, vampiro, creatura vulnerabile, sofferente di dolore esistenziale,simbolo di felicità agognata,felicità perduta, segno di sanità presunta ,con il solo compito di fornire stabilità ad un mondo gestito e governato dagli uomini. Ma alcuni autori hanno saputo raccontare il complesso universo di emozioni e sensazioni che albergano in una donna.Goldoni ritrae una Mirandolina che usa una strategia sentimentale che solo una donna saprebbe usare. Ibsen coglie in Nora il bisogno della donna di sentirsi un essere umano e non una bambola da proteggere nelle mani degli uomini della sua vita. Eduardo crea una Filumena di grande profondità psicologica, che lotta con tenacia per avere un suo posto dignitoso nella società.

 

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