Satyricon

di Mariano Burgada da Petronio

 

 

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Il Satyricon, opera di Petronio, arbitro del buongusto alla corte di Nerone, ci porta tra grandi vizi e grandi ricchezze. Scrittore straordinario, capace di fondere insieme il romanzo sentimentale e il poema epico, condito con tanta satira e una buona dose di erotismo, per raccontare uno squarcio di società dura, violenta, interessata quale era quella romana.
In scena quindi, in questa trasposizione teatrale, abbastanza fedele a quella letteraria, una rassegna di personaggi, ora patetici, ora arroganti, ma sempre veri e affascinanti, sempre impegnati a scalare le vette sociali o economiche, costi quel che costi. Satyricon è una odissea attraverso una civiltà feroce, che sente oramai vicina la fine e per questo forse diventa ancora più famelica di vita.
Una satira sempre attuale, che mette in evidenza i mali di una società passata, ma capace di mostraci come essi siano presenti anche in quella attuale. Cosa non farebbero per danaro gli uomini?: frase pronunciata dal retore Agamennone, non è forse anche dei nostri tempi?
La nostra società, quindi, traspare dai tanti prototipi immorali come gli intellettuali prezzolati, i parassiti, i cacciatori di successi facili, il liberto arricchito Trimalchione, che ha tutto, persino la gioia o il dolore a pagamento.
Un testo di satira forte, penetrante ma anche divertente, che sembra voglia mostrarci quello che siamo e non vogliamo sentircelo dire.
 

 

 

 

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