Me faje ridere Antò

Farsa a vapore suggerita da Antonio Petito a Mariano Burgada

(1985)

           Questo lavoro vuole esser un omaggio al grande teatro napoletano dell'ottocento dei Petito. Salvatore grande Pulcinella al S.Carlino, in una sera del 1852 presenta al pubblico il suo erede, Totonno, il quale ha sùbito successo ed opera una trasformazione della maschera acerrana, insieme a Pasquale Altavilla, altro autore meritevole, facendo di essa un personaggio animato da sentimenti semplici ma sinceri.

            Ecco quindi sfilare una seri di "tipi"  che caratterizzano la società ottocentesca fino ad arrivare all'invenzione di una farsa che scaturisce dalla rilettura di un classico. Un teatro apparentemente semplice ma di grande effetto terapeutico su un pubblico popolare depresso da una vita grama e comunque con tratti parodistici di personaggi di potere del tempo.

            Tutti gli attori mostrano di divertirsi come matti nell'interpretare più personaggi di Petito e nel simulare il clima tipico di una compagnia che combatte anche con  problemi economici.

            Da notare la bravura comica di Diego Ricciardi e la dolcezza di Alessandra Cipriani. 

 

 

 

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