Guappo di cartone

di Raffaele Viviani  adattamento di Mariano Burgada

(1980)

"Guappo di cartone" avrebbe potuto recare come sottotitolo il disoccupato , oppure: «come un uomo cattivo, colpito da pentimento e da una volontà di ravvedimento si trovi di fronte ad una società, parte della quale non gli perdona i passati errori e non vuole che si ravveda ».
Un camorrista, Vincenzo Sanguetta, dopo aver ha scontato cinque anni di prigione, sta per giungere a Napoli. Tutta la gente del suo vicolo, amici, parenti e curiosi lo aspettano per fargli festa, quasi fosse un reduce delle patrie battaglie, o un eroe, o un grande uomo.
Egli infatti ha osato schiaffeggiare Aniello Terremoto, temibile boss e Rachele, una bella donna di che tiene una sartoria, lavoranti e denaro, crede che Sanguetta abbia schiaffeggiato il boss per amor suo. Rachele da un sentimento di riconoscenza passa ad amare follemente il giovane. Quando Sanguetta ritorna a casa, trova il suo basso trasformato, rifatto a nuovo. Trova abiti e quanto altro si possa desiderare e per di più trova l'amore della bella e voluttuosa Rachele, che ha prestato il denaro alla madre di Sanguetta perché il suo ipotetico amante venga ricevuto come uno sposo.
Da questo momento Sanguetta potrebbe vivere comodamente a spese di Rachele. Avrebbe il denaro e una bella invidiabile donna; e nessuno lo disistimerebbe perché in certe parti di Napoli conta il denaro e non la sua fonte, perché esser magnaccio e guappo sono titoli di grande merito. Ma Sanguetta, caso molto singolare a Napoli, rifiuta tutto, denuncia a Giovanni l'amore àdulterino della moglie Rachele; rimprovera la madre di essersi quasi prestata a far da ruffiana e dichiara apertamente ai suoi amici che non si sente di continuare sulla via della non legalità.
La prigione, che descrive con parole assai icastiche, è stata per lui una tremenda esperienza e gli anni della pena l'hanno costretto a soffrire e a pensare e sente che qualche cosa in lui è cambiato. Egli vorrebbe essere un uomo onesto, un cittadino esemplare, un lavoratore, vuole vivere sudandosi il pane e sposando una « bona giovane », ma purtroppo...


 

 

 

 

 

 

 

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